Il punto di cioccolata: the chocolate fudge

Qualche anno fa, lessi il libro « Il punto vincente » di Novak  Djokovic. Il numero 1 al mondo del tennis, è cresciuto in una Belgrado piegata in due dalla Guerra Civile. I suoi genitori possedevano una pizzeria; farina e mozzarella costituivano la base della sua alimentazione. Ad certo punto della sua promettente carriera non riusciva più a progredire ed un medico gli consigliò di eliminare glutine e latticini dalla sua dieta. Djokovic non era pronto a tale cambiamento, ma come tanti grandi campioni aveva la mente allenata al sacrificio. Così rispettò la dieta che glie era stata prescritta e dopo solo un mese gli ridiede un’energia senza esaurimento. In seguito compì quella che per assenso di tutti i giornalisti sportivi, fu la “miglior stagione del tennis” vincendo 43 partite consecutive e 3 grandi slam. Per festeggiare la conquista di quest’ultimo, il suo allenatore gli diede un singolo quadratino di cioccolata . Ecco, io questo paragrafo l’ho letto più volte perché nella mia testa un campione come lui potrebbe concedersi delle ricompense quando e come vuole dato il dispendio calorico e gli alti risultati, ma lui è sempre stato ligio e rispettoso dei bisogni di quella meravigliosa macchina che lo ha fatto diventare il numero 1 del tennis mondiale per molti anni.

Ora, lungi da me dal giudicare una simile attitude mentale, io ne sono molto lontana ma  non lavoro con il mio corpo bensì grazie ad esso. Probabilmente se fossi un’atleta o una modella ci presterei più attenzione.

Ciò non toglie che tutti dovremmo imparare a capire con spirito critico cosa il nostro corpo respinge,ciò ci affatica e ci rallenta.

Djokovic fece uno sforzo disumano per allontanarsi dalla pizza che rappresentava la sua storia, la sua famiglia e la sua sopravvivenza alla guerra. Aveva una simbologia impressa che solo la sofferenza può tatuare così indelebilmente sui geni.

Io da anni sostengo che il glutine non sia il male assoluto (eccetto per i celiaci) ma che comunque andrebbe limitato. Il cambiamento dell’industria alimentare ha portato a raffinare sempre più le farine togliendo loro i nutrimenti più preziosi e lasciando solo un’amalgama di glutine. La maggior parte di noi non può sopprtare quantità così elevate poiché non  possiede gli enzimi necessari alla digestione ; ecco dunque comparire torpore, sonnolenza, gonfiore, disturbi intestinali o ancor peggio uno stato infiammatorio cronico.

 

Ecco dunque una ricetta golosa, senza glutine, senza lattosio ma con tanto gusto e soprattutto ricchissima di nutrimento :

 

INGREDIENTI

-150 G di farina di mandorle

-50 g di farina di quinoa (o riso)

-20 g di farina di arachidi (o altra farina gluten-free: amaranto, riso)

-10 g di lievito per dolci

-un pizzico di sale

-3 cucchiai di semi di lino

-1 bicchiere di latte di anacardi

-100 g di compote di mela

-4 datteri Medjol

– 80 g di sciroppo d’acero (  o miele, 3 cucchiai)

-1 cucchaio colmo di burro di mandorle ( o di arachidi)

-2 cucchiai di cacao in polvere

-100 g di cioccolato fondente

 

Istruzioni

 

  • Pre-riscaldate il forno a 180° C
  • In un contenitore mettete I semi di lino con 6 cucchiai di acqua e lasciate gonfiare fino a formare una sorta di gel
  • Tritate finemente I datteri
  • Impastate tutti gli ingredient secchi nel vostro robot
  • Aggiungete quelli umidi ed amalgamate omogeneamente ma solo per qualche secondo ( io lo tengo 5 secondi)
  • Aggiungete separatamente i pezzettini di cioccolato e mescolate con una marisa
  • Distribuite una noce di olio di cocco sullo stampo con le dita (così saranno belle morbide !)
  • Versate il contenuto ed spalmate uniformemente con la spatola
  • Infornate per 15 minuti circa
  • Prima di sfornare, fate la prova dello stuzzicadente, deve uscite quasi pulito
  • Lasciate raffreddare per una buona mezzora`
  • Servite tagliandolo a quadratini

 

 

Ora, mi rendo conto che non sarà come assaporare un pò di cioccolata dopo aver vinto il Rolland Garros, ma gustatevi questa delizia : annusate, guardate la forchetta (la più bella che avete) affondare nel dolce morbido, osservate il colore all’interno del dolce e portatelo alla bocca; lasciate fondere tra lingua e palate e controllate prima di deglutire, vedrete che vi riempirà di altrettanta gioia.

 

Con gratitudine,

 

 

 

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